Pubblicato da: youstrong su: Luglio 10, 2008
Visto l’interesse suscitato dal discorso, e naturalmente vista anche l’importanza del discorso stesso, è forse il caso di approfondire il discorso sulle Creative Commons.
Le Creative Commons Public Licenses (CCPL) sono delle licenze di diritto d’autore che si basano sul principio “alcuni diritti riservati”.
Le licenze di questo tipo sono nate negli Stati Uniti per merito di una società no-profit e sono poi state tradotte e adattate alla legislazione italiana da un gruppo di lavoro dell’Università di Torino. Gruppo di lavoro il cui referente è oggi il prof. Juan Carlos De Martin, del Politecnico di Torino.
Lo scopo del gioco è di rendere ogni autore libero di decidere come debba essere distribuita l’opera del proprio ingegno.
Sostanzialmente le licenze Creative Commons sono di tre tipi, l’autore può decidere di non autorizzare:
- usi prevalentemente commerciali (Non commerciale NC)
- la creazione di opere derivate (Non opere derivate ND)
Se invece l’autore permette la creazione di opere derivate può decidere di imporre che queste vengano rilasciate:
- con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo SA)
L’utilizzo incrociato di queste licenze da vita a sei diverse possibilità di rilascio.
La forza delle Creative Commons è la grande possibilità di diffusione dell’opera di ingegno che queste licenze favoriscono.
Infatti chiunque può utilizzare l’opera, per quanto concesso, senza nemmeno interpellare l’autore.
Naturalmente è doveroso contattare l’autore per usi non previsti dalla licenza, in modo da chiedere autorizzazione e contrattare l’utilizzo.
Mi spiego meglio: un’opera rilasciata NC non esclude definitivamente il suo utilizzo per fini commerciali. Bisogna però contattare l’autore per ottenere le autorizzazioni e le condizioni.
Insomma il sistema è molto pratico ed immediato, funziona ed è una splendida alternativa al Copyright. Per chi ancora crede nella diffusione della cultura…
…e quando è possibile…
Commenti Recenti