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Bill Gates il visionario

Posted on: gennaio 24, 2008

Berlino – E alla fine arriva Bill Gates. Nella giornata finale del Global Leader Forum 08, tenutosi nella capitale tedesca, le conclusioni sono affidate al comandante in capo della più famosa e vincente azienda IT al mondo. Puntualissimo, sale sul palco e prospetta subito una “seconda era digitale” – così la chiama – che nasce all’alba del terzo millennio grazie agli enormi progressi della tecnologia.

Bill Gates“Vista, olfatto, tatto e udito sono tutte interfacce naturali – spiega durante il suo intervento – ed è quindi naturale sfruttarle per interagire con le macchine”. Grazie a schermi sempre più perfezionati, grafica migliore, desktop tridimensionali, le informazioni arriveranno ovunque: cellulari, navigatori, televisori e ovviamente PC.

Il tutto sarà “sempre più accentrato sui reali bisogni dell’utente”. Mentre oggi le informazioni sono disponibili in rete, e sta all’utilizzatore andarle a recuperare, in futuro Bill immagina un flusso di dati personalizzati veicolati verso ciascun terminale. Che potrà avere la forma di un tavolo, come per il prototipo Surface, oppure essere uno schermo touch a comandi vocali: tastiera e mouse hanno le ore contate.

“Il progresso rende lo scambio di informazioni più veloce, e permette di veicolare al meglio i contenuti”: per Gates, tutto questo consentirà ai governi di risultare anche più economici ed efficienti, garantendo maggiore accessibilità ai servizi erogati e più trasparenza sulle iniziative intraprese. E la rivoluzione coinvolgerà tutti i settori: amministrazione, sanità, istruzione.

Certo, non è qualcosa che accadrà nell’immediato: ci sarà bisogno di procedere per “tappe”, così le definisce ZioBill, sebbene i primi passi siano già stati compiuti. Come esempio, cita i servizi attivati a New York e Berlino, dove ora la pubblica amministrazione risponde ai cittadini attraverso un numero di telefono unico in grado di fornire le risposte ad un gran numero di esigenze ed accelerando le procedure.

Bill Gates e il cancelliere tedesco Angela Merkel premiano un gruppo di studentiSono esperienze, Gates ne è convinto, “che permetteranno a tutta l’Europa di trarre un vantaggio”. D’altra parte, la nuova piattaforma CSP (Citizen Service Platform), presentata proprio in questa occasione, garantirà a Microsoft di sfruttare appieno l’ondata di ammodernamento che sta cogliendo i governi di tutto il mondo, sia che si tratti di paesi industrializzati che in via di sviluppo.

Sulla questione dello sviluppo, peraltro, Gates ha le idee molto chiare: l’istruzione è il punto nodale su cui si gioca il futuro di tutti gli individui, visto che oggigiorno “il reddito non è più influenzato dalla propria nazionalità, bensì dal grado di istruzione raggiunto”. Gli insegnanti, e naturalmente le forze politiche che lavorano alla crescita di un paese, “dovranno tenere conto della tecnologia per riuscire a fare la differenza in aula”.

“Occorrerà personalizzare il programma di studi per adattarsi – avverte – anche se questo comporterà una profonda modifica del sistema scolastico”. Da parte sua, Gates rilancia il ruolo che definisce “socialmente responsabile” di Microsoft: Redmond si impegna a mettere a disposizione software e hardware gratuitamente o quasi, con una previsione di spesa a fondo perduto di 500 milioni di dollari in 10 anni.

C’è tempo anche per un esempio pratico. Sul palco salgono gli alunni di una scuola spagnola, provenienti dalla regione di Aragona: in un paese di minatori di 900 anime, Microsoft ha avviato una sorta di “prova generale” dell’istruzione digitale. A tutti gli alunni della scuola elementare è stato fornito un tablet PC, attrezzato con software di riconoscimento della scrittura e tutti i libri di testo.

Bill Gates scherza con un giovanissimo studente spagnolo durante il Global Leader Forum 2008A questo punto, Gates si lascia andare ad un simpatico siparietto: sul palco c’è un bambino di 11 anni, che gli chiede se può scrivere una lettera ai suoi compagni rimasti in Spagna. Bill si presta volentieri, non perdendo occasione per sottolineare la qualità e la facilità d’uso del software sviluppato dalla sua azienda per le scuole. E conclude spiegando che con la stessa tecnologia controlla i compiti di sua figlia, così che a cena possano verificare se nel pomeriggio abbia fatto il suo dovere.

Poi si torna seri, e sul palco il governatore della regione spagnola, Eva Almunia, definisce l’esperimento “la scuola del futuro”. Bill concorda, e spiega che attraverso l’istruzione e i bambini, i computer possono arrivare anche ai genitori e dunque “alfabetizzare digitalmente la società”. Solo in questo modo, conclude, “si potrà trarre il massimo beneficio per tutti”.

“Il segreto del successo – svela – è la collaborazione con il governo e le aziende locali”: attraverso la cooperazione è possibile garantire “informatica per tutti”, e dunque permettere lo sviluppo di una nuova generazione di individui che non sia vittima del digital divide. In conclusione un Gates sempre più filantropo e saggio ribadisce: “Occorre trovare soluzioni che possano essere applicate nella realtà” e bisogna trovare il coraggio di “accettare la sfida” che la tecnologia pone all’umanità.

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